Storia del mercato dell’informazione

Breve storia del mercato dell’informazione tra i veicoli mediatici usati negli ultimi due secoli, partendo dall’invenzione della stampa fino alla diffusione capillare di internet e del social media. Anche se il grafico è abbastanza auto-esplicativo ho pensato di tradurre a modo mio l’intero articolo dall’inglese: grazie a Thomas Baekdal’s Where is everyone Article)

Dove sono tutti?

scala temporale del mercato mediatico

In questi giorni, tutti stanno cercando di capire come entrare in contatto (dal punto di vista commerciale NDT) con le altre persone. Prima era facile, bastava un annuncio su un quotidiano qualsiasi che fosse attinente al tuo prodotto, ma quel mondo sta diventando sempre più insignificante. E allora, come entri in contatto con gli altri oggi? E soprattutto, come lo faremo domani?

In questo articolo, faremo un piccolo tour nella storia dell’informazione – o più specificamente dove focalizzare i nostri sforzi per entrare in contatto con le altre persone. Viviamo tempi emozionanti: siamo nel mezzo del cambiamento di paradigma più drastico dall’invenzione dei quotidiani stampati.

Vedremo un modo completamente nuovo con cui le persone potranno interagire con i media. Un modo che farà sembrare tutta la comunicazione mediatica tradizionale… ingenua. E’ un cambiamento epocale che ci restituità un mondo diverso da come lo conosciamo. E la parte davvero interessante è che anche tu vi prenderai parte.

Diamo un’occhiata agli ultimi 210 anni di storia dell’informazione e pensiamo ai prossimi 10 anni futuri assieme.

Ma prima di iniziare a esplorare il futuro, cerchiamo di capire come ci siamo arrivati. Torniamo indietro al 1800, quando la comunicazione delle informazioni era completamente diversa da quella d’oggi…

1800 – L’epoca del faccia a faccia

il rinascimento e il cambiamento del mercato

Nel 1800 l’unico modo in cui si poteva contattare una persona consisteva nell’uscire di casa e andare a incontrarla. Se si voleva vendere un prodotto ci si doveva recare al mercato del paese, dove era necessaria una bancarella. La presenza fisica obbligava anche alla scelta del momento giusto, che era obbligatorio per scambiare anche qualsiasi genere di informazione. Non avremmo saputo realmente cosa stava accadendo nelle altre parti della città, così come era impossibile vendere i nostri prodotti a persone in luoghi diversi dalla nostra bancarella.

Qualcuno iniziava a parlare di questa novità, chiamata i “quotidiani”, nonostante questo il rapporto personale era l’unico veicolo degli scambi.

1900 – Leggiamoci sopra!

storia dei quotidiani cartacei

Entro il 1900 i giornali quotidiani e le riviste avevano rivoluzionato la comunicazione commerciale. Ora si potevano trovare novità e informazioni relative a posti che non si aveva mai nemmeno visitato, e si potevano vendere e far conoscere i nostri prodotti anche a persone lontane, entro i limiti della distribuzione fisica dei giornali.

Era ancora necessario uscire per la strada per parlare con le persone, ma si poteva restare informati sui fatti essenziali anche senza spostamenti. Era incredibile, l’informazione aveva una vita propria e stava avanzando nella direzione della massa.

1960 – Ritorniamo subito dopo la pubblicità

nascita della radio schema storico

Durante gli ultimi 60 anni i giornali avevano influito fortemente sulle nostre vite. Sembrava che per sapere qualsiasi cosa ci si potesse rivolgere ai giornali e chiunque avrebbe detto che sarebbero stata la forma di comunicazione interpersonale principale di tutti i prossimi anni.

Eppure, nel 1920 i primi modelli di radio hanno iniziato lentamente a diffondersi. Si poteva ascoltare la voce di un’altra persona a 100 kilometri di distanza! Si poteva essere informati dell’accadere dei fatti in diretta, ed ecco un’altra evoluzione della comunicazione di massa. Entro il 1960 l’intera informazione ruotava attorno alla radio (per le news brevi) e alla carta stampata (alla quale si faceva riferimento per le novità dettagliate, sempre scritte sotto forma di articoli).

Fu un’epoca eccitante, mentre molti sostenevano che l’unico modo per i giornali di contrastare l’ascesa della radio fosse “scrivere articoli di qualità superiore”. Un tema che si è sentito ripete spesso nei 50nt anni successivi.

1990 – Sintonizzati sul domani

dominio televisione sulla radio

La televisione si affermò su vasta scala verso il 1950, ed entro il 1990 la sua diffusione era già capillare e domestica. Ha sorpassato come utilizzo sia radio che carta stampata… proponendosi come sostituto principale della radio aggiungendo una nuova dimensione all’informazione: l’immagine.

Tra il 1970 e il 1990 è arrivata la prima consapevolezza ai direttori dei giornali che niente sarebbe stato più lucente come un tempo nel mercato dei quotidiani e dell’informazione stampata. Se c’era stata una competizione intensa con le prime radio… ora con la televisione la partita sembrava persa.

1998 – L’alba di internet

nascita internet web www

Quando una massa critica sufficiente a determinare il trend ascendente di internet si stava ancora formando, la televisione sembrava inarrestabile, e la radio sembrava un riempitivo per i viaggi in auto o un semplice veicolo per far conoscere musica gratis.

Si ricorda il 1998 come l’anno in cui internet ha smesso di essere un posto per soli smanettoni informatici e si è passati al paradigma secondo cui ogni “ogni azienda deve avere il proprio sito internet”. Ricordiamo che la diffusione su larga scala di internet era già iniziata nel 1995, ma ricordiamo il 1998 come l’anno in cui tutti non hanno più potuto ignorare quello che stava accadendo.

Internet si è prestata come la rete in cui era possibile trovare tutte le informazioni mondiali in un istante, e anche se pochi sapevano come utilizzarla, tutti erano d’accordo sul considerare internet il futuro.

Così le persone hanno iniziato a capire che l’informazione con internet andava oltre la fruizione passiva, si poteva restituire qualcosa indietro. Potevi unirti alla discussione pubblica, potevi essere parte integrante dell’esperienza informativa piuttosto che un semplice spettatore. Si poteva scegliere ciò che si voleva guardare, e quando accedere alle informazioni. In un solo secolo dalla diffusione della stampa, l’informazione era completamente delocalizzata, defisicizzata, on demand e poteva generare infinite discussioni.

2004 – Decido io cosa fare

storia evolutiva siti internet

Nel 2004 internet era la rivoluzione dell’approccio alle informazioni e mentre tv e radio dominavano ancora l’informazione “ufficiale”, il nuovo mondo era già online.

Nel 2004 tutti facevano nuovi siti internet, le persone esploravano le applicazioni per il web e i workflow collaborativi.

Si potevano fare un numero incredibile di cose online, partecipare a seminari online e le informazioni erano così presenti nelle nostre vite che un nuovo concetto si è fatto strada: sovraccarico di informazioni.

Per la prima volta l’uomo è stato sottoposto a una mole di informazioni superiore a quella che umanamente poteva seguire o imparare. Se nell’epoca dei giornali la scelta principale era sul leggere cosa ci interessava, con l’epoca di internet e dei media di massa abbiamo imparato anche a ignorare ciò che non vogliamo conoscere.

Il rifiuto per l’informazione ha avuto effetti devastanti sui media tradizionali. Mentre agli inizi del secolo bastava creare un annuncio per essere sicuri di essere notati e se i tuoi clienti volevano più alternative, bastava creare prodotti alternativi… entro il 2004 tutte le forme coercitive di sponsorizzazione e diffusione dei marchi erano incrinate. Se le persone ne avevano abbastanza del tuo prodotto, qualsiasi pubblicità risultava inadeguata (cosa diversa nel caso servisse trovare e convincere nuovi clienti).

Il 2004 è anche l’anno dei primi network sociali (in italiano reti relazionali). Il concetto di Social Network ha inizato lentamente a svilupparsi attorno al fenomeno dei blogs coi quali diventava facile e immediato pubblicare ogni tipo di informazioni abbattendo una delle barriere d’ingresso pricipali: la conoscenza della programmazione. Si potevano scambiare idee e novità, senza avere nessun requisito tecnico alle spalle.

L’informazione passa dall’essere uno strumento nelle mani dei soli professionisti… e diventa uno strumento nelle mani di tutti.

2007 – Anch’io

blog nascita e declino

Solo 3 anni dopo i primi esperimenti di social network abbiamo visto quanto può essere forte la voce della gente. La TV, dalla sua introduzione, per la prima volta smette d’essere la fonte d’accesso primaria alle informazioni e i quotidiani cartacei sono in serio pericolo.

Ogni utilizzatore della rete vuole creare il proprio piccolo mondo, e tutti vogliono connettersi agli amici. Il 2007 è anche l’anno della svolta per molti siti “tradizionali”. Confrontando i quotidiani cartacei con quelli digitali era evidente che le persone volevano diventare parte integrante dell’informazione, lasciare commenti e traccie diventa un valore per qualsiasi testata.

Anche i blog vedono una fine prossima… o una mutazione. Così come la Tv aveva cannibalizzato la radio che non poteva competere con la fornitura delle immagini in movimento, anche i blog vengono soppiantati dall’uso massivo dei siti che forniscono un networking sociale. Un profilo personale su una rete relazionale è una pagina dinamica e connessa con tutti gli interessi princiapali degli utenti. Inoltre i social networks si fanno strada anche negli ambiti professionali, i blog non potevano competere.

2009 – Tutto è sociale

nascita e storia delle reti sociali temporizzazione

Oggi internet domina il nostro pianeta. I giornali sembrano avere influenze marginali sul prossimo futuro e la gente guarda meno televisione che mai. Il nuovo re dell’informazione è la conoscienza distribuita che ognuno partecipando a una rete sociale può ottenere.

Gli stessi siti internet tradizionali sentono scarseggiare la permanenza dei propri lettori e commentatori, che si spingono verso circuiti costruiti appositamente per il dialogo digitale, che erogano flussi di informazioni continue, eterogenee e categorizzate.

Negli ultimi 210 anni abbiamo visto evoluzioni incredibili del modo di gestire e creare le informazioni:

  • abbiamo abbandonato i luoghi fisici dell’informazione
  • abbiamo avuto informazione in diretta
  • abbiamo avuto le informazioni quando le volevamo (su richiesta, o on-demand)
  • abbiamo partecipato alla scrittura dell’informazione
  • abbiamo preso parte e commentato
  • abbiamo pubblicato la nostra informazione
  • e nel 2009 siamo noi… l’informazione

Fine dell’articolo di Thomas. Per quanto riguarda gli scenari possibili tra sviluppi futuri dell’informazione su internet e nel mondo “reale” vi lascio al bellissimo blog di Thomas, e a un post completo della storia di internet a tappe.

Categoria: grafici, infografici e arte nei dati. URL permanente.

3 commenti e opinioni su Storia del mercato dell’informazione

  1. mp ha detto:

    molto interessante. avevo iniziato a leggerlo in inglese ma mi ero fermato prima della metà, quindi grazie per averlo tradotto. cmq io credo che si ritornerà al local marketplace.

  2. guido ha detto:

    credo che l’utilizzo del volume di accesso alle informazioni come una costante, per paragonare le proporzioni tra i media sia una semplificazione eccessiva, dato che la quantità d’informazione acquisita giornalmente da un individuo, in realtà, è aumentata decennio dopo decennio e questo ha un’ influenza anche sulla qualità dell’informazione desiderata dall’individuo.

    molte cose sono corrette, ma tralascia particolari, imho, importanti: pensa ad esempio quando sminuisce il ruolo della tv nel futuro la sminuisce perchè la interpreta solo per una delle sue dimensioni, ovvero la dimensione di vettore di informazione per cui, essendoci altri vettori alternativi – internet appunto – la vede in declino ma tralascia la dimensione di produttore di contenuti: pensa ad esempio una partita di calcio: solo una TV puo’ mettere in campo la costosa organizzazione tecnica per grantire ottime riprese cioè certe dimensioni produttive non sono sostituibili dalla capacità produttiva dei siongoli individui tante persone in uno stadio munite di telefonino che fa le riprese non sostituiscono 4 telecamere su piedistallo dotate di zoom di qualità e operatori di ripresa capaci, oltrechè di una regia adeguata e competente.

    se Baekdal si fida della sua piccola esperenza specifica cioè, quello che è vero per una nicchia non significa necessariamente che sia vero er la massa e sopratutto, non significa che ciò che lui osserva oggi nella sua nicchia rappresenti un fenomeno qualitativamente costante nel tempo
    (i social-network oggi sono una novità e ciò che lui osserva potrebbe essere un picco dovuto appunto al fatto che la novità stimola gli utenti ad adoperare quel mezzo, ma che potrebbe scemare nel tempo)

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