Moore secondo me quando scrive una storia di Batman si sfoga. Tra i disegni precisi e fantasiosi c’è una quantità di creatività che non si riesce a spiegare. Ci deve essere sicuramente qualche passaggio in cui si immedesima e probabilmente questi sono i punti in cui l’umanità di Batman diventa comprensibile anche a chi legge il fumetto. Non parlo delle solite storie dei tristi genitori morti di Bruce Wayne, mi riferisco a quando Batman agisce impulsivamente, o a quando potrebbe starsene tranquillo a casa e invece decide di andare a cercare il commissario Gordon.
Joker invece lo conosciamo, eppure non si era mai pensato di andare ad indagare nel suo passato, potendo trovare qualcosa di perfettamente normale: la voglia di diventare attore e l’incapacità nell’essere straordinario… per farsi notare e diventare un attore vero. In pratica, in Joker diverso da tutti quelli visti al cinema o in altri fumetti, in cui la pazzia è solo una risposta ovvia alle imposizioni della vita. Sarà anche per questo forse che all’inizio vediamo sia Batman che Joker nella stessa prigione, quando Batman cerca un dialogo per fermare, con le buone maniere, il delirio degli ultimi anni di lotta.

comunque con “sedie, fumetti e design per ufficio” si è raggiunto il massimo della nerditudine nel sottotitolo. ottimo.
ciao Mino, grazie del complimento ;) come avrai notato manca il goatse, è un po che non si fa vedere su questi schermi!
tra l’altro se non ricordo male il fumetto è ricco di sopracciglia dubbiose, neanche loro sanno bene cosa stanno facendo