Credibilità tra tipografia e semantica

ovvero: della tipografia, della semantica, del CSS, di WordPress e della credibilità.

tipografia e semantica

Tutto il discorso che segue riguarda lo sviluppo delle necessità comunicative sul web, parla in parte della visione tipografica e della sua standardizzazione in HTML, con conseguente adattamento e divulgazione grazie al motore per weblog semantici “WordPress”. E’ nato da una necessità pratica sul blog di Milla, ecco la sua domanda originale:

milla Says:

[…] amiciui nerz, come si fa a rimpicciuolire i testi dei post?

ed ecco la risposta piuttosto criptica degli amici nerd:

robot seo Says:

[…] #content {
font-size:1.1em;
}

(invece di 1.2em)

la prima risposta, tipicamente nerd, consiglia di intervenire sullo stylesheet. M propone un’altra soluzione CSS più elegante dopo qualche commento, suggerendo di creare una nuova id “note” e di inserire il testo desiderato in p id="note".

milla Says:

non per frustrare la giuoia che certamente vi darà maneggiare gli stylesheet, però io vorrei solo che qualche riga (tipo le notarelle a fondo post) fosse più piccola del testo del post. e no, se uso gli stili che già ci sono non va bene perché sono piccoli ma grassettati, e so che vi sorprenderà, ma non riesco a togliere il grassetto.

sed contra, intervenire sullo stylesheet è palloso. FACT.

S Says:

un’altra cosa che puoi fare è usare il blockquote (le virgolette) e dargli uno stile diverso dal fogliazzo. Un’altra cosa che puoi fare è cercarti un altro tema che includa già la roba che vuoi fare, ma io sinceramente credo… figliola… che sia ora che tu ti doti di firebug e della sua poderosa funzione “inspect”.

S suggerisce di sfruttare il tag blockquote, con adeguato restyling, per una funzione diversa da quella standard…

mp Says:

in effetti quella del blockquote l’avevo pensato, ma ho pensato anche: metti che le serve davvero un blockquote..

… come infatti fa notare M.

S Says:

questo è un ottimo punto di discussione. In effetti l’utilizzo del blockquote puo riguardare una citazione, ma anche un inciso. Per esempio su SB lo uso spesso per far notare parti del discorso “con una voce diversa”. Anche su rrr lo uso sia come citazione che come inciso. E’ comodo perchè non devi entrare nella scheda dell’html per usarlo, e in ogni caso se vuole fare soltanto testo piu piccolo potrebbe usare un h5 o h6.

h1, h2, h3, h4, h5 ed h6 indicano delle testate di paragrafi. le grandezze del testo diminuiscono da h1 a h6. S dichiara che ormai affida a blockquote un ruolo arbitrario, variabile a seconda del contesto. la separazione tra significato originale del tag html e suo uso è confermata dal suggerimento di usare h5 e h6 per rimpicciolire il testo.

Heihachi Mishima Says:

> Per esempio su SB lo uso spesso per far notare parti del discorso “con una voce diversa”. Anche su rrr lo uso sia come citazione che come inciso.

BAHMPH. Volendo fare i feticisti dell’html, esisterebbero i tag cite ed em per quelli che tu chiami incisi.

Volendo invece fare i feticisti della vostra lingua italiana del cazzo delle rane, l’inciso propriamente detto si dovrebbe mettere tra due virgole o, più elegantemente, tra due em dashes (—). Il fatto è che WordPress sta uccidendo la buona tipografia. Ma di questo forse parlerò su ghrrrmpfffh.

E volendo fare il feticista dei piedi, come faccio spesso, vi saluto e vado a vedermi un video porno dove ci sono i piedi. CIAO!

l’intervento di Heihachi Mishima (un anziano lottatore) è parzialmente scorretto. cite infatti non si usa per riportare quelle che in italiano chiamiamo citazioni, bensì per riferirsi al titolo di un opera (lettera, musica, video) a cui ci riferiamo nel testo. per riportare le citazioni, il tag corretto sarebbe q. em potrebbe sì far notare parti del discorso con una voce diversa, ma solo se questa “voce diversa” vuole enfatizzare le parti del discorso. per quanto riguarda l’inciso, Heihachi Mishima ha ragione. l’em dash (—), accompagnato o meno da due spaziature, serve principalmente a rappresentare con eleganza un incidental thought.

questa breve querelle ha dato origine alla seguente discussione.

simone: ti invito a riflettere su quando c’erano i siti internet senza wordpress e la gente non solo non usava cite ma neanche usava i blockquote, e neanche usava Hx se non altro con WordPress stanno scrivendo html pulito e ogni tanto ci piazzano un blockquote quindi mi sembra ingiustificato dire che wp ammazza la tiporgrafia
wise control: Hx è uno schifo… h1 e h2 e h3 sono accettabili, da h4 in poi nulla ha senso, c’è il css.
simone: l’html è stato standardizzato per coprire più necessità di quelle che noi oggi usiamo.
wise control: eh, ma guarda ormai sono ridondanti, almeno nei blog, almeno in wordpress: le note a piè di pagina si elaborano mirabilmente col css o ci sono i plugin, come tanti altri tag html, ormai
simone: il fatto è che non puoi proporre l’editing del foglio di stile. Ciò che puoi proporre è l’istruzione su come si usa cio che c’è, e questo wp lo fa con l’interfaccia dell’editor visuale. WordPress si sta spingendo verso la massa
wise control: mi succedeva le prime volte che l’editor wysiwyg non chiudesse i tag “p” figurati se la massa pensa a chiudere i tag “p”
simone: ma che versione di WordPress ?
wise control: 2.4
simone: èh? sei riuscito a citare l’unica versione che è stata saltata, la 2.4 non è mai uscita, mi perdi di credibilità: non devi perdere credibilità, piuttosto dimmi “questo no lo so, verifico”, la tua critica iniziale per l’uso della tipografia era buona
wise control: è qualcosa che puoi osservare. blockquote è l’unico tag adibito a ciò che non è discorso indiretto. il css non è per le masse, “cite” ed “em” li conoscono nerd e webmaster
simone: esatto! il fatto è che tipografia si fonde con semantica. e semantica si fonde con l’uso del codice, e uso del codice implica la conoscienza che quel codice esista.
wise control: poi ora mi torna in mente che wordpress usa em al posto di i, per il corsivo. cioè EMPHASIS al posto di ITALIC
simone: usa anche strong al posto di b
wise control: ma tra emphasis e italic ne corre di più, semanticamente parlando, no?
simone: devo documentarmi, mi sembra che i fosse stato deprecato da w3c
wise control: altra follia. anche la standardizzazione contribuisce al declino della tipografia, ma questo è uno schema che purtroppo ritrovi in altri ambiti
simone: è esattamente su questo che non sono daccordo, la tipografia propone 10 regole, prima se ne applicavano Zero (html di merda, siti sporchi) oggi con wp se ne applicano 4 – 1 = 3 … 3 > 0 … quindi, wp è sta aiutando la tipografia, in realtà
wise control: prima, però, quando internet era piena di html schifoso, uno avrebbe potuto — volendo — applicare tutte e 10 le regole. comunque sono d’accordo con te, eh. la standardizzazione va contro la tipografia ma allo stesso tempo ne rende coscienti gli utenti, alla lunga.
simone: non puoi proporre l’esempio del virtuoso come consiglio sociale, questi virtuosi possono farlo anche oggi.
wise control: buttando veleno, perché ormai wordpress è lo standard
simone: si ma di brutto anche, ma le mode si smontano in fretta
wise control: è una moda?
simone: beh worpress funziona solo perchè fa seo
wise control: il problema quindi è più in alto, quella dei blog è una moda? passerà? è come le homepage, i forum e i webring negli anni novanta e nei primi del 2000?
simone: beh il fatto è che cmq le cose da dire sono sempre un optional e vanno in funzione di come stanno le persone dentro.
wise control: devi pensare non solo a chi scrive ma anche a chi visita, quindi: ci si cacherà il cazzo di leggere i blog?
simone: già oggi l’interesse del lettore è correlato a:

  1. sta cercando qualcosa
  2. conosce qualcuno e lo segue abitualmente
  3. ha voglia di scoprire roba nuova ed è nello stato di “navigatore casuale”

wise control: esatto, da qui stumbleupon e delicious, ci sarà da vedere se un eventuale tramonto dei blog corrisponderà all’esplosione della bolla del social networking.
simone: in ogni caso, seguire 1 blog per 1 persona che conosci è diverso da segurie il suo stumble il suo twitter il suo facebook il suo coppolazzo
wise control: poi, se come dicevi tu poc’anzi il navigatore tipo sta “cercando qualcosa” è possibile che lo trovi nei preferiti di un suo compare o nei twits di una troietta del new jersey
simone : beh no, l’interfaccia per chi cerca è google, l’interfaccia per chi cazzeggia è il social networkdove siamo incanalati a subire flussi di informazioni e troviamo info rilevanti solo quando agiamo sulla canalizzazione dichiarando interessi, in base ai tags
wise control: mmh, però quando pubblicarono le query al motore di ricerca di aol www.aolstalker.com era evidente che molti, troppi ricercavano per cazzeggio.
simone: forse non erano ancora arrivate le reti sociali.

2 commenti su “Credibilità tra tipografia e semantica”

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