Recensione Amazon Pantry e spesa a domicilio

I problemi della spesa a casa sono 2: tempo e denaro. Finalmente Amazon ha abbassato i costi di spedizione e così anche io ho provato il servizio di consegna della spesa a domicilio Amazon Pantry… risparmiando una buona quantità di tempo! Quindi partiamo con la mia recensione del servizio Amazon Pantry: opinione ottima!

Tempi spedizione e costi

A parte il nome (orribile), come sempre la qualità Amazon è al top. Sono già al secondo pacco ordinato e i tempi di spedizione sono buoni (la prima volta 2 giorni, la seconda volta 3 giorni).
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Va detto che io non abito in una grande città, e dalle mie parti in campagna i costi di spedizione erano il problema principale. La novità proposta con Pantry è il costo di spedizione fisso per tutta Italia, quindi anche per chi abita in campagna e fuori dalle grandi città.

La differenza tra Pantry e Prime sta nel fatto che i prezzi di Pantry sono ribassati per essere identici a quelli degli scaffali dei supermercati, i prezzi dei prodotti alimentari sul sito Amazon “generico” vengono alzati per chi abita lontano dalle città per ammortizzare i costi di spedizione. Se abiti nelle grandi città puoi fare anche Prime Now e non c’è differenza (anzi in alcuni casi conviene, come vedi dalla comparativa dei prezzi qui sopra).

Qualità della spedizione e imballaggi

Ogni scatolone Pantry è diviso con segmenti di cartone, in spazi regolari. Questo consente una buona gestione degli spazi, anche in caso di forme irregolari (come vedete dalla foto, gli spazi la cui forma viene distorta dalle bottiglie d’acqua non incidono sulla gestione del resto della scatola). Questo interessa più il mio lato nerd che l’effettiva valutazione del prodotto. Devo dire che in generale su vari ordini tutte le cose che ho comprato sono arrivate in buone condizioni, tranne stavolta i biscotti che si sono schiacciati a causa delle bottiglie d’acqua.

Ma ora cerchiamo di essere realisti… quante volte siamo tornati a casa coi biscotti rotti nella busta della spesa? E con le uova rotte? E dei coglioni girati, ne vogliamo parlare…

Consigli facendo un ordine Pantry a domicilio


Quando ordinate Amazon vi dice in automatico la percentuale di riempimento del vostro scatolone… ma non vi dice il peso.

Quindi attenzione al peso perchè lo scatolone è veramente grande e potrebbe essere difficile portarlo a casa (specie se avete un ascensore piccolo o se proprio non cel’avete). Non mettete acqua, non esagerate coi barattoli ed i liquidi… esattamente come quando fate la spesa al supermercato e pensate che poi sarete voi a doverla portare a casa, anche in questo caso pensate che sarete voi a dover portare lo scatolone sulle scale, questo perchè la maggior parte dei corrieri non consegna fino alla porta di casa (se qualcuno gentile lo fa… meglio per voi! Poi però come minimo dovete offrirgli il caffè).

Guardatevi bene le etichette dei prodotti (questo è consigliabile anche al supermercato) e soprattutto date una letta alle recensioni (cosa che al supermercato non si può fare…).

Costi

I costi del servizio si aggiornano in continuazione per cui è inutile che ve li scriva, andate a vedere sul sito di Amazon (se avete un account Prime ci sono i prezzi più bassi). Di solito costa 3,9 € ogni scatolone, in alcuni casi fanno offerte per la spedizione gratis. Considerando il costo medio della benzina ed il valore del vostro tempo comunque anche pagando 3,9€ a consegna sicuramente il prezzo è ottimo e vale la pena spenderli così piuttosto che in benzina.

Cosa non c’è su Pantry: Km zero

Manca tutta la merce in cui la scelta “al dettaglio” è fondamentale: pane fresco, formaggi freschi, frutta, verdura. Sono tante le cose che per il momento non sono su Amazon, ma vista la qualità del servizio e dell’azienda probabilmente prima o poi offriranno anche questi beni “deperibili” (in America consegnano anche il gelato). La cosa che forse invece non ci sarà mai sono i prodotti a Kilometro Zero, cosa ottima per l’ambiente, tema che interessa ben poco alle multinazionali tipo Amazon. Quindi la cosa da valutare è l’acquisto di prodotti della vostra zona, tramite i vari Gruppi di acquisto (GAS, GDA ecc.). Questi gruppo di acquisto per la spesa domestica non li recensisco perchè ce ne sono centinaia in tutt’Italia e la loro qualità cambia tantissimo da zona a zona.

Per la speda a Km 0 vi consiglio il sito spesa dal contadino.

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6 commenti e opinioni su Recensione Amazon Pantry e spesa a domicilio

  1. Silvia ha detto:

    Ciao,
    io vivo a Milano e ormai da qualche mese la mia vita ha avuto una svolta di qualità grazie all’avvento della app Amazon Prime Now. Il servizio di consegna è attivo tutti i giorni (compresi i weekend) dalle 8 alle 24. Volendo puoi ordinare la spesa adesso e riceverla tra un’ora. Ci sono tutti i prodotti che troveresti in un qualsiasi supermercato (compresi quelli freschi) e i prezzi sono esattamente quelli del supermercato (a volte, quando ci sono le offerte, sono anche più convenienti). Prime Now offre prodotti da tre magazzini: quello di Amazon, e quelli dei supermercati U2 e Naturasì. La spesa minima deve essere di 19euro e se scegli prodotti di U2, tutta la spesa dovrà venire dallo stesso rifornitore (es: se fai una spesa di 19euro, non puoi prendere le arance da U2 e il latte da Naturasì, ma in una stessa spesa dovrai scegliere tutti prodotti U2 o Naturasì – è più facile farlo che spiegarlo, comunque).
    Io lo trovo comodissimo sia per gli orari – posso prenotare le spese durante il giorno e mi arrivano a casa la sera, magari alle 22 – sia perché mi portano fino in casa prodotti pesanti come acqua e detersivi.
    I fattorini poi sono molto gentili e se hanno un dubbio sul gusto di gelato o il colore delle mele capita che ti telefonino per essere certi di non sbagliare.

    Insomma, molto amore per Amazon Prime Now <3

    • simone ha detto:

      ciao Silvia grazie per il commento, si vede che ormai sei Fan sfegatata 😀

  2. Rachele ha detto:

    Io aggiungo che la spesa con un click ha conseguenze non da poco anche se sembra così rivoluzionaria e comoda per noi consumatori. Amazon per tagliare i costi, taglia sui lavoratori e, con un semplice clic, va a danneggiare interi territori che si vedono i negozi svuotati dal potere degli ordini online e intere classi che si vedono costrette ad accettare lavori mal pagati e saltuari perché non hanno alternative (Amazon, ovviamente, non è il solo, Zalando, Yoox e H&M che ci permettono di comprare dal calduccio delle nostre case hanno lo stesso modello di business)

    siamo sicuri che stiamo andando nella direzione giusta?

    • simone ha detto:

      Ciao Chele, grazie per la riflessione documentatissima.

      Ha senso avere vicino a casa tanti supermercati che vendono gli stessi prodotti di larga distribuzione? Il largo consumo (che è quello che trovi su Amazon) è identico in in tutta Italia. Oggi nel mio paesino ci sono 5 supermercati, immensi, e tutti hanno praticamente gli stessi biscotti, la stessa acqua in bottiglia… ecc… In questi supermercati lavorano persone che tutto il giorno ripetono la stessa azione, come macchine (pensa ai cassieri). Queste persone hanno uno stipendio sindacalmente stabilito, e mansioni sempre identiche, oltre che percorsi di carriera già assegnati.

      Questo per dire che la grande distribuzione via internet sta competendo con un modello attuale che se ci pensi è altrettanto assurdo. La logistica attuale è ultra inquinante, perchè ognuno di questi supermercati ha diversi fornitori, diversi camion, dipendenti che vanno a lavorare in auto, ecc.

      In pratica è ora che venga ripensato tutto il modello distributivo, e per farlo le multinazionali devono essere competitive (e quindi trarre il massimo possibile dai lavoratori).

      Ora sarebbe bello comprare tutto dai produttori locali, ma prima di poterlo fare, questi devono esistere. Mi piacerebbe un paese in cui al posto dei supermercati ci sono orti e produzione reale di merci uniche, fatte con cura e senza sostanze inquinanti… e non solo l’attuale rivendita di merci standard prodotte altrove e trasportate inquinando. Fino a quando non sarà così, per la “fredda rivendita” tanto vale usare internet (e non a caso nell’articolo ho citato anche i gruppi di acquisto grazie ai quali i produttori locali possono sopravvivere senza perdere il margine che la grande distribuzione richiede per esistere, e che grazie a internet sono finalmente “trovabili” anche senza conoscenze dirette). Negli anni scorsi ho lavorato per Artimondo, un portale che unisce migliaia di artigiani e gli permette di vendere online… e Artimondo vende anche tramite Amazon, proprio perchè per farsi conoscere a livello nazionale serve fare partnership.

      Per quanto riguarda il giro economico che fanno i soldi che vanno ad Amazon (tasse in Lussemburgo ecc.) è una questione fondamentale che comunque dovrà essere risolta.

  3. mirco buschi ha detto:

    Ciao simone!no,non ho fatto mai spesa su Amazon anche perché non sono un compratore on line abitudinario.solo qualche acquisto di abbigliamento durante l’anno.ho comunque letto il tuo articolo e condivido quasi tutto.ho un pensiero comunque:andare a fare la spesa nei piccoli supermercati come quelli che ci sono nel mio paese(solo due),può ancora essere un modo per socializzare e scambiare quattro chiacchiere con qualcuno a scanso del tempo molto più lungo rispetto a quello on line per acquistare le merci.ciao alla prox.

    • simone ha detto:

      ciao Mirco, grazie in effetti non avevo considerato la questione delle chiacchiere, anche perchè non spiaccico mai una parola con nessuno quando faccio la spesa!

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