no digg

Questo è un guest post di Emme. Emme è una brava persona che si dedica a tempo pieno all’SEO e al marketing online da alcuni anni. Vive e lavora in Scandinavia, dove gestisce alcuni networks di siti nei settori online più competitivi e remunerativi e mangia un sacco di salmone.

Il 2 Aprile, per la gioia di pochi e la frustrazione di molti, Digg ha lanciato la sua Digg Bar.

Gioia di pochi perchè gli scopi principali della Digg Bar sono in pratica:

  • 1. Mostrare pubblicità (=Gioia di Kevin Rose)
  • 2. Tenere i visitatori du Digg, gonfiarne gli stats (= Gioia di Kevin Rose)
  • 3. Rendere più facili le azioni di “digging” e navigazione in Digg (= Gioia dei fan di Digg)
  • 4. Fornire un servizio (mal concepito) di “url shortening” (= Gioia dei fan di Digg)

Frustrazione di molti perchè i risultati ottenuti includevano tra gli altri:

  • 1. Ridurre drasticamente i link spontanei degli utenti digg verso il vero contenuto (= fine potenziale delle Digg-bait e frustrazione di tutti coloro che hanno pagine popolari su Digg)
  • 2. Avere “pagine di Diggbar” nelle SERPs (=frustrazione di tutti coloro che hanno traffico da quelle SERPs.)

(Per approfindimenti potete leggere qui, qui e qui.)

Articolo-manifesto dei frustrati di cui sopra è diventato “How to abuse the DiggBar for fun and Profit“, di Michael Gray, in cui il sempre buon Graywolf ci insegna non solo come rimuovere il frame intrusivo (per ovviare alla frustrazione numero 1 – più info qui e qui, e qui un plugin per wordpress), ma anche come approfittarne per fare del parasite hosting (per esempi sempre freschi di parasite hosting, potete andare qui.).

Purtroppo però, subito dopo l’articolo di Graywolf, Digg è corsa ai ripari, includendo nella sidebar un noindex (che elimina la frustrazione numero 2) e un rel canonical, che in questo caso non serve a nulla se non a dimostrare che chi lavora come SEO per Digg deve rileggersi le istruzioni.

Viste e considerate queste discussioni, la mia malvagia mente corse veloce alla cosa più simile a Digg che abbiamo in Italia: Ok Notizie (simile sia come funzionamento che per essere in pratica l’unico social bookmark made in italy che può portare picchi di traffico, visti i link automatici in home su virgilio).

Anche Ok notizie usa da tempo una bella barra con frames (senza lamente del popolo italico, visto la relativa poca importanza) e anche Ok notizie è oramai un dominio con una certa autorità (vedete questo video per l’importanza di questi concetti).

Stile “Mignolo col Prof”, iniziai quindi a elaborare il mio piano di dominio delle SERPs italiane:

  1. ok notizie ti crea un frame che ri-pubblica il tuo contenuto
  2. quindi in pratica tu hai controllo di una pagina che ufficialmente è li su ok notizie
  3. sapendo che oknotizie è un dominio ad elevato potere, ne consegue che:

Pagina ad hoc incorniciata da barra ok notizie + botto di link loschi = rank

Purtroppo la doccia fredda era dietro l’angolo: anche ok notizie, da tempo, usa un noindex su tutte le pagine incorniciate.

Riassunto: risparmiate tempo, lavorate duro e continuate pure a semi-ignorare ok notizie.

(ma tenetevi aggiornati su quel che succede al dilà dell’oceano, che non si sa mai…).


COMMENTS / ONE COMMENT

splendido post. sono anche felice di poter continuare a semi-ignorare oknotizie (cioè so che esiste ma non lo cago)

simon (Apr 14 09 at 12:36 am )

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simone righini consulente seo