Death Note, la recensione definitiva

la cosa bella della serie di Death Note è che ha un finale.

nessuno resuscita, nessuno torna da qualche dimensione alternativa,
nessun “no va be, ma alla fine era tutto un sogno”, non arriva il cugino che indossa il costume e torna a combattere i cattivi.
c’è un fine e basta.

il tema fondamentale della storia è la noia:
diversi individui si annoiano e quindi si complicano la vita.

soprattutto gli dei della morte, che non sapendo cosa fare fanno cadere il loro libretto ammazza persone sulla terra e lo fanno usare agli umani.

tutta ruota intorno all’ammazzatore di persone, tramite libretto, mentre il misterioso detective “L” cerca di fermarlo.

quindi se capita anche a voi di vedere in giro giovani che indossano magliette con una grossa L sopra, sappiate che non sono fan di una qualche squadra di baseball, come pensavo io, ma sono fan di Death Note.

la storia è originale e il fumetto si legge bene
(a parte gli ultimi volumi che sono un po’ forzati e fatti giusto per tirare un po’ avanti) belli anche i disegni.

potete acquistare la vostra bella raccolta di 12+ 1
qua su amazon.it alla modica cifra di 60€,
costa sicuramente meno che assistere ad uno spogliarello

 

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5 Responses to Death Note, la recensione definitiva

  1. simone says:

    si mi ricordo quando ho visto il manga qualche anno fa mi era piaciuto un casino. Poi credo l’abbiano anche trasmesso su Mtv. Come avevo scritto all’epoca il bello di death note è che è molto cervellotico, cioè tantissime ipotesi e una specie di gioco a scacchi semplificato come trama, il giusto equilibrio che non mi faceva sentire stupido e che riuscivo a capire quel tanto a sufficienza per provare stupore dopo i vari colpi di scena.

  2. Ha ragione Simone! Uno dei manga migliori degli ultimi dieci anni, assolutamente non mainstream, cervellotico, oscuro e pieno di colpi di scena.

    L’anime trasmesso su MTV poi è grandioso: animazioni da paura (che nemmeno uno shonen..) e il consueto spettacoloso doppiaggio italiano.

  3. Andrea says:

    Personalmente ho trovato questo manga assolutamente illogico nella sua estrema logicità: le inferenze proposte dai personaggi funionano solo se, come appunto è, c’è un narratore [lo scrittore] che vuole che i pg pensino ed arrivino a quelle specifiche conclusioni.
    Un fumetto ad incastro troppo perfetto.

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